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EPICANEWS

BLOG INFORMATIVO DELLO STUDIO EPICA

Aggiornamenti e notizie in materia aziendale, fiscale, contrattuale e societaria

Decreto Cura Italia: erogazioni liberali per emergenza COVID-19.

Uncategorised Posted on Sun, April 05, 2020 10:10:31

POST 59/2020

L’art. 66 del Decreto Cura Italia (D.L. 17 marzo 2020 n. 18) ha previsto un incentivo fiscale per le erogazioni liberali in denaro e in natura effettuate nel 2020.

Per le erogazioni liberali finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 effettuate:

– da PERSONE FISICHE E DA ENTI NON COMMERCIALI in favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, è prevista una detrazione dall’imposta lorda ai fini dell’IRPEF pari al 30%, con un limite non superiore a € 30.000;

– da SOGGETTI TITOLARI DI REDDITO DI IMPRESA qualora abbiano ad oggetto beni e denaro relativi all’attività d’impresa, sono deducibili dal reddito d’impresa e i beni ceduti gratuitamente non si considerano destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa.

L’Agenzia delle Entrate, con propria circolare n. 8 del 3 aprile 2020, è intervenuta ritenendo che nell’ambito oggettivo della disposizione “rientrino anche le donazioni effettuate dalle persone fisiche, dagli enti non commerciali e dai soggetti titolari di reddito d’impresa aventi ad oggetto misure di solidarietà alimentare, purché i beneficiari di tali donazioni siano uno dei soggetti indicati dal primo comma dell’art. 66 (Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro), ovvero le stesse avvengano per il tramite degli enti richiamati dall’art. 27 della legge 13 maggio 1999, n. 133 (fondazioni, le associazioni, i comitati e gli enti individuati con decreti dei prefetti delle rispettive province), ovvero direttamente in favore delle strutture di ricovero, cura, accoglienza e assistenza, pubbliche e private che, sulla base di specifici atti delle competenti autorità pubbliche, sono coinvolte nella gestione dell’emergenza COVID-19.

È il caso di precisare che per usufruire della detrazione per le erogazioni liberali in denaro dovranno essere effettuate con versamento bancario o postale ovvero mediante gli altri sistemi di pagamento tracciabili.

Le erogazioni liberali in natura, invece, dovrebbero essere attestate da un atto scritto recante la descrizione analitica dei ben donati, con l’indicazione dei relativi valori, e la dichiarazione del soggetto destinatario riguardante l’impegno ad utilizzare direttamente i beni ai fini del contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

L’art. 66 del Decreto Cura Italia, infine, rinvia agli articoli 3 e 4 del DM 28 novembre 2019 del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali in relazione alla determinazione del valore dei beni per le erogazioni in natura.

Il citato DM precede che il valore dei beni donati sia determinato con le seguenti modalità:

1. criterio generale per i beni: valore normale del bene determinato ai sensi dell’art. 9 del TUIR;

2. bene strumentale: residuo valore fiscale all’atto del trasferimento;

3. beni merce (beni di cui all’art. 85, comma 1, lettere a) e b) del TUIR): minore tra il valore normale (art 9 del TUIR) e quello determinato applicando le disposizioni dell’art.  92 del TUIR (rimanenze).

Infine, al di fuori dei casi di beni strumentali e merce, è prevista la necessità di acquisire una perizia giurata, con data non antecedente 90 gg. la donazione, che ne attesti il valore qualora questo sia superiore a € 30 mila e per la natura dei beni non sia possibile desumerlo sulla base di criteri oggettivi.

Omar Tavella

Dottore Commercialista – Studio EPICA Mestre Venezia



Credito d’imposta per le locazioni di negozi e botteghe: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Uncategorised Posted on Sun, April 05, 2020 09:19:48

POST 58/2020

L’Agenzia delle Entrate con la Circolare 8/E del 3 aprile 2020 ha fornito alcuni chiarimenti in merito al Decreto Cura Italia. 

Per quanto riguarda il credito d’imposta per le locazioni di negozi e botteghe, l’Agenzia con le risposte 3.1 e 3.2 della Circolare ha confermato che il credito: 

1. spetta solo se il canone di locazione di marzo 2020 è stato pagato

2. spetta per gli immobili in locazione classificati catastalmente nella categoria C/1

3. è escluso per gli immobili con destinazione commerciale, ma rientranti in altre categorie catastali (ad esempio: immobili D/8). 

Ricordiamo che l’importo del credito d’imposta, pari al 60 per cento del canone di locazione del mese di marzo 2020, può essere utilizzato a partire dal 25 marzo 2020 esclusivamente in compensazione, utilizzando il Modello di pagamento F24, da presentare attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate attraverso il codice tributo “6914”, denominato «Credito d’imposta canoni di locazione botteghe e negozi – articolo 65 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18».

Chiara Curti 

Dottore Commercialista – Studio EPICA – Treviso



Proroga valida anche le comunicazione all’anagrafe tributaria delle Holding.

Uncategorised Posted on Sat, April 04, 2020 18:04:18

POST 57/2020

L’Agenzia delle Entrate con un comunicato del 24 marzo 2020 ha precisato che ai sensi dell’art. 62, comma 6, del Decreto Legge “Cura Italia”, le comunicazioni all’archivio dei rapporti finanziari in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo ed il 31 maggio 2020 possono essere effettuate entro il 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni.

Con la circolare 8/E del 03 aprile 2020 la stessa Agenzia ha precisato che il rinvio riguarda sia le comunicazioni annuali dei Saldi e movimenti che le comunicazioni mensili relative all’accensione di nuovi rapporti o alla chiusura di rapporti già esistenti.

Pertanto, alla luce delle precisazioni suddette, potranno essere trasmesse oltre i termini naturali di scadenza ma entro il 30 giugno 2020 sia le comunicazioni mensili riferite ai mesi di febbraio, marzo e aprile 2020 che le comunicazioni annuali dei dati contabili riferite all’anno 2019.



Cassa e Depositi e Prestiti: 2 miliardi di euro per finanziare le medie e grandi imprese.

Uncategorised Posted on Sat, April 04, 2020 12:59:00

POST 56/2020

Cassa Depositi e Prestiti (CDP), con un comunicato stampa del 2 aprile scorso, informa di aver reso immediatamente disponibili 2 miliardi di euro, per supportare i fabbisogni finanziari connessi ad esigenze temporanee di liquidità o di capitale circolante ed agli investimenti previsti dai piani di sviluppo delle aziende.

Possono accedere a questo tipo di finanziamenti le imprese con i seguenti requisiti:

– fatturato annuo maggiore di 50 milioni di euro (si ricorda che le grandi imprese sono state escluse dalle moratorie e dalla fruibilità delle garanzie rilasciate dal fondo centrale per le PMI previste dal Decreto Cura Italia);

– presenza di un danno da emergenza COVID-19, dimostrabile, pari almeno ad una riduzione del fatturato del 10%, rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

I finanziamenti saranno concessi preferibilmente in cofinanziamento con il sistema bancario con quota CDP tra i 5 e i 50 milioni di euro.

I finanziamenti saranno di tipo “Bullet”, ossia con piano di rimborso in unica soluzione alla scadenza, durata fino a 18 mesi, e pagamento semestrale posticipato degli interessi.

Le esigenze di liquidità supportate dal finanziamento potranno essere funzionali a:

  • investimenti finalizzati a ricerca, sviluppo, innovazione, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, promozione del turismo, ambiente, efficientamento energetico, promozione dello sviluppo sostenibile, green economy;
  • iniziative per la crescita, anche per aggregazione, delle imprese, in Italia e all’estero;
  • realizzazione di opere, impianti, reti e dotazioni, destinati a iniziative di pubblica utilità.

Si evidenzia, infine, che le condizioni economiche della concessione del finanziamento rispetteranno le condizioni di mercato, in base a classe di rating dell’azienda beneficiaria e durata.

Lorenzo Tirindelli

Dottore Commercialista – Studio Epica Montebelluna Treviso



Nuova Ordinanza della Regione veneto: confermati i contenuti della precedente con alcune significative aggiunte.

Uncategorised Posted on Fri, April 03, 2020 17:48:28

POST 55/2020

Una nuova ordinanza, che entrerà in vigore da oggi e avrà validità fino alla mezzanotte del 13 aprile, è stata firmata oggi dal Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, per fronteggiare la diffusione del coronavirus. 

L’atto conferma quanto indicato in quella precedentemente in vigore, con alcune significative aggiunte, che riguardano particolarmente i mercati all’aperto, le attività florovivaistiche, le dotazioni di protezione di venditori e clienti negli esercizi commerciali di ogni tipo aperti, la riscossione delle ammende, che verranno veicolate sul conto corrente della Regione per sostenere la sanità, in accordo con le autorità competenti.

Dopo aver specificato che il provvedimento degli spostamenti entro 200 metri da casa, che rimane in vigore, va inteso come distanza in linea d’aria, il Governatore ha elencato le principali novità della nuova ordinanza, che si possono così riassumere:

I mercati all’aperto o al chiuso, o analoghe attività di vendita su area pubblica o privata di generi alimentari, possono rimanere attivi, ma solo nei Comuni nei quali sia stato adottato dai Sindaci un apposito Piano, consegnato ai commercianti, che garantisca una chiara perimetrazione, con una sola entrata e una sola uscita controllate da polizia locale o vigilanze private che controllino  il distanziamento sociale, l’accesso all’area di vendita, e il rispetto del divieto di assembramento.
Sia i venditori ai banchi, sia i clienti, oltre che rispettare le distanza di sicurezza di almeno un metro dovranno essere muniti di mascherine e guanti protettiviLa regola, peraltro, vale per tutti gli esercizi commerciali aperti.

Come nella precedente ordinanza, i supermercati rimarranno chiusi la domenica. Nei giorni di apertura, clienti e operatori dovranno indossare guanti e mascherine. Qualora gli avventori non ne fossero in possesso, dovranno comunque coprire naso e bocca in modo efficace. Nei negozi di vendita di alimentari sarà inoltre possibile l’acquisto di materiali di cancelleria, necessari ai ragazzi per le loro attività di studio


E’ ammessa la realizzazione di opere di protezione civile urgenti, purchè gli operatori indossino tutti gli strumenti di protezione previsti.


L’attività florovivaistica rimane in funzione esclusivamente per la consegna a domicilio.

Sono consentite le attività di manutenzione delle aree verdi pubbliche e private per interventi di urgenza volti alla prevenzione dei danni alle persone e al patrimonio arboreo e naturale, ivi comprese, esemplificativamente, le aree turistiche.

Si rinvia all’allegato.



Indennità di 600 euro per professionisti e lavoratori autonomi iscritti alle casse di previdenza private anche senza regolarità contributiva.

Uncategorised Posted on Thu, April 02, 2020 16:13:16

POST 54/2020

Come noto il Decreto Interministeriale dello scorso 28 marzo 2020 ha stabilito la possibilità anche per i professionisti e lavoratori autonomi iscritti alle casse di previdenza private di richiedere l’indennità di 600 euro per il mese di marzo 2020 prevista dal DL “Cura Italia”.

Il testo ufficiale del suddetto Decreto è stato pubblicato nella notte tra il 31 marzo 2020 e il 1° aprile 2020 sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Si segnala a questo proposito che, a differenza di quanto contenuto nelle bozze circolate fino alle ore precedenti alla pubblicazione, il testo definitivo del Decreto non prevede più il requisito della regolarità contributiva al 2019 quale “conditio sine qua non” per poter richiedere l’indennità

Per tale ragione potranno presentare domanda per l’accesso al contributo anche i professionisti e lavoratori autonomi che non abbiano adempiuto agli obblighi contributivi previsti con riferimento all’anno 2019. 

Restano invece fermi gli altri requisiti previsti e per i quali si rimanda al post n. 52/2020.

Alberto Simonetti

Dottore Commercialista – Studio EPICA Treviso e Udine



Decreto Cura Italia. Mutui “prima casa” di lavoratori autonomi e professionisti, in Gazzetta Ufficiale il Decreto attuativo del MEF.

Uncategorised Posted on Tue, March 31, 2020 19:25:02

POST 53/2020

Il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), attuativo delle disposizioni contenute nell’art. 54 del D.L. 18/2020, che consentono la sospensione dei mutui prima casa anche per i lavoratori autonomi e per i professionisti, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 28 marzo 2020.

Il Decreto fornisce alcuni importanti chiarimenti:

  • lavoratori autonomi e i liberi professionisti che dovessero registrare un calo di fatturato di oltre un terzo, rispetto a quello dell’ultimo trimestre 2019, potranno accedere ai benefici del Fondo di solidarietà sui mutui “prima casa” (c.d. “Fondo Gasparrini”) entro il 17 dicembre 2020;
  • potranno richiedere la sospensione delle rate fino a 18 mesi
  • ai fini del conteggio del limite dei 18 mesi, non si tiene conto delle sospensioni già concesse su mutui per i quali, all’atto della presentazione dell’istanza, sia ripreso, per almeno tre mesi, il regolare ammortamento delle rate;
  • potranno fare domanda di sospensione semplicemente autocertificando, ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR 445/2000, la condizione del calo del fatturato;
  • deve essere autocertificato dal lavoratore autonomo o professionista “di aver registrato nel trimestre successivo al 21 febbraio 2020 e precedente la domanda ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra il 21 febbraio 2020 e la data della domanda qualora non sia trascorso un trimestre, un calo del proprio fatturato medio giornaliero nel suddetto periodo superiore al 33% del fatturato medio giornaliero dell’ultimo trimestre 2019, in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus;
  • non viene richiesta la presentazione del modello ISEE (che con lo stesso Decreto viene sospesa anche per i lavoratori subordinati, parasubordinati, rappresentanti e agenti);
  • Il Fondo coprirà il 50% degli interessi maturati durante la sospensione, il resto sarà a carico del titolare del mutuo;

Restano fermi i limiti all’accesso alla sospensione, già evidenziati nelle schede pubblicate nel nostro precedente post del 19 marzo scorso (“Decreto Cura Italia”. Approfondimento: misure a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario) e così sintetizzabili:

  • può presentare domanda solo il proprietario di un immobile adibito ad “abitazione principale”, titolare di un mutuo di importo non superiore a 250mila euro;
  • l’immobile non deve avere le caratteristiche di lusso indicate nel decreto del Ministero dei lavori pubblici in data 02/08/1969 (non deve pertanto rientrare nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9);
  • il mutuo deve essere in ammortamento da almeno un anno;
  • non deve esservi ritardo nei pagamenti superiore a 90 giorni consecutivi al momento della presentazione della domanda da parte del mutuatario;
  • per la stipula non si abbia usufruito di agevolazioni pubbliche.

Si evidenzia, inoltre, che è stato pubblicato sul sito del MEF, di CONSAP e dell’ABI, il modello per presentare la domanda di sospensione del mutuo, che potrà essere compilato direttamente online ed inviato secondo le modalità indicate da ciascuna banca. Di seguito il link al sito del Dipartimento del Tesoro dove scaricare il modello:

(http://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/interventi_finanziari/interventi_finanziari/ModuloSospensioneMutui2020.pdf)

Lorenzo Tirindelli

Dottore Commercialista – Studio Epica Montebelluna Treviso



Decreto Cura Italia: indennità di 600 euro per i lavoratori autonomi iscritti a casse di previdenza private.

Uncategorised Posted on Tue, March 31, 2020 11:39:58

POST 52/2020

Con il decreto firmato in data 28 marzo 2020 dal Ministro del Lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’Economica e delle Finanze, in attesa di pubblicazione, gran parte dei fondi stanziati al Fondo per il reddito di ultima istanza previsto dall’articolo 44 del DL 18/2020, cd. Decreto Cura Italia, vengono destinati ai lavoratori autonomi e professionisti iscritti a casse di previdenza private.

Nel dettaglio il citato decreto prevede che l’indennità di 600 euro, prevista per il mese di marzo 2020, verrà riconosciuta anche ai soggetti:

  1. che nel periodo di imposta 2018 abbiano percepito un reddito complessivo, al lordo dei canoni di locazione breve o assoggettai a cedolare secca, non superiore a 35 mila euro “la cui attività sia stata limitata dai provvedimenti restrittivi emanati in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”;
  2. che nel periodo di imposta 2018 abbiano percepito un reddito complessivo, al lordo dei canoni di locazione breve o assoggettati a cedolare secca, compreso tra 35 mila euro e 50 mila euro e abbiano cessato o sospeso l’attività autonomo o libero professionale in conseguenza dell’emergenza epidemiologica COVID-19.

In entrambi i casi l’indennità è corrisposta a condizione che il soggetto richiedente abbia adempiuto agli obblighi contributivi previsti per l’anno 2019.

Il Decreto specifica inoltre che l’indennità non concorre alla formazione del reddito imponibile.

Per quanto riguarda i soggetti di cui al punto a si ritiene che questi contribuenti dovranno esclusivamente limitarsi a presentare domanda, no dovendo attestare alcuna riduzione dei compensi percepiti

Quanto invece ai soggetti di cui al punto b l’articolo 2 del decreto precisa che:

  • per “cessazione dell’attività” deve intendersi la chiusura della partita IVA nel periodo 23.02.2020 e il 31.03.2020;
  • per riduzione o sospensione dell’attività lavorativa deve intendersi una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del primo trimestre 2020 rispetto al reddito del primo trimestre 2019. Il reddito dovrà essere individuato secondo il principio di cassa (differenza tra incassi e pagamenti effettuati).

Le domande per richiedere l’indennità potranno essere presentate a partire da mercoledì 1° aprile 2020 fino al 30 aprile 2020 dai professionisti alle rispettive casse di previdenza attraverso i canali messi a disposizione da ciascun ente attestando, a pena di inammissibilità, di essere in possesso dei seguenti requisiti:

a) di essere lavoratore autonomo/libero professionistanon titolare di pensione;

b) di non essere percettore dei bonus 600 euro previsti dal decreto Cura Italia (articoli 19, 20, 21, 22, 27, 28, 29, 30, 38 e 96 del decreto-legge 17 marzo 2020, n.18), né del reddito di cittadinanza;

c) di non aver presentato per il medesimo fine istanza ad altra forma di previdenza obbligatoria;

d) di aver percepito nell’anno di imposta 2018 un reddito non superiore agli importi stabiliti dal decreto;

e) di aver chiuso la partita IVA nel periodo compreso il 23 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020, ovvero di aver subito una riduzione di almeno il 33 per cento del reddito relativo al primo trimestre 2020 rispetto al reddito del primo trimestre 2019, ovvero per i titolari di redditi inferiori a 35.000 euro, di essere nelle condizioni stabilite dal decreto.

All’istanza deve essere allegata, a pena di inammissibilità, copia fotostatica del documento d’identità in corso di validità e del codice fiscale nonché le coordinate bancarie o postali per l’accreditamento dell’importo relativo al beneficio.

Gli enti di previdenza obbligatoria, dopo aver verificato la sussistenza dei requisiti, provvedono ad erogare l’indennità in base all’ordine cronologico delle domande presentate e accolte.

In ultimo si evidenzia che ad oggi non tutte le casse di previdenza sembrano pronte a ricevere le domande già a partire dal 1° aprile 2020. Sarà quindi necessario che ciascun professionista prenda visione delle comunicazioni riportate sul sito istituzionale del proprio ente previdenziale.

Alberto Simonetti

Dottore Commercialista – Studio EPICA Treviso e Udine



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