POST 91/2025
Con il disegno di Legge Finanziaria 2026, all’articolo 15, sono annunciate alcune novità riguardo la rateizzazione delle plusvalenze patrimoniali.
In particolare, con riferimento alle plusvalenze generate dalla cessione di beni strumentali o immobilizzazioni finanziarie cui non si applica il regime di esenzione PEX, il disegno di legge prevede l’allungamento del periodo di possesso del bene e la riduzione del numero massimo di rate in cui l’impresa può scegliere di dividere la tassazione della plusvalenza.
In sostanza si annuncia una revisione della disciplina della rateizzazione delle plusvalenze connesse alla cessione e/o risarcimento per la perdita o danneggiamento di beni strumentali.
In particolare, se le modifiche saranno definitivamente approvate dal Parlamento, le plusvalenze concorreranno a formare il reddito:
- Per l’intero ammontare nell’esercizio in cui sono realizzate;
oppure
- A scelta del contribuente, in quote costanti nell’esercizio stesso e nei successivi, ma non oltre il secondo (massimo 3 rate), solo se i beni oggetto di plusvalenza sono stati posseduti per un periodo non inferiore a 5 anni.
Queste nuove condizioni si andrebbero ad applicare anche alle plusvalenze derivanti dalla cessione di beni che costituiscono immobilizzazioni finanziarie cui non si applica il regime di esenzione PEX, a condizione che tali beni siano stati iscritti come tali negli ultimi 5 bilanci.
Le plusvalenze generate dalla cessione di azienda o rami d’azienda, invece, mantengono il periodo massimo di rateazione originario. Tali plusvalenze concorrono a formare il reddito per l’intero ammontare nell’esercizio di realizzazione o, se l’azienda è stata posseduta per un periodo non inferiore a 3 anni, a scelta del contribuente, in quote costanti nell’esercizio stesso e nei successivi, ma non oltre il quarto (5 esercizi totali).
Le novità saranno, nel caso, applicabili a decorrere dalle plusvalenze realizzate dal 2026 e la scelta dovrà risultare dalla dichiarazione dei redditi ed ai fini del calcolo dell’acconto IRPEF/IRES 2026 sarà necessario rideterminare l’imposta 2025 considerando le nuove disposizioni.
Giulia Granello
Studio EPICA – Treviso
