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EPICANEWS

BLOG INFORMATIVO DELLO STUDIO EPICA

Aggiornamenti e notizie in materia aziendale, fiscale, contrattuale e societaria

Dipendente e presidente del CdA: compenso indeducibile.

Uncategorised Posted on Mon, November 29, 2021 12:35:45

POST 213/2021

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 36362/2021 depositata il 23 novembre 2021 è tornata a pronunciarsi sulla dibattuta questione della deducibilità dei costi di lavoro dipendente riferiti a quei soggetti che rivestono anche la carica di presidente o di membro del consiglio di amministrazione della società.

La suprema Corte, confermando il proprio orientamento, ha affermato che:

a) nel caso in cui il soggetto rivesta la carica di presidente del CdA o di amministratore unico vi è assoluta incompatibilità con un rapporto di lavoro dipendente in quanto il cumulo nella stessa persona dei poteri di rappresentanza dell’ente sociale, di direzione, di controllo e di disciplina rende impossibile quella diversificazione delle parti del rapporto di lavoro e delle relative distinte attribuzioni che è necessaria perché sia riscontrabile l’essenziale ed indefettibile elemento della subordinazione, con conseguente indeducibilità dal reddito della società del relativo costo da lavoro dipendente;

b) nel caso in cui il soggetto rivesta la carica di membro del CdA non vi è di per sé incompatibilità con un rapporto di lavoro dipendente ma, anche ai fini della deducibilità dal reddito della società de relativo costo dal lavoro dipendente, occorre un concreto accertamento della sussistenza del vincolo di subordinazione gerarchica, del potere direttivo e di quello disciplinare, nonchè dello svolgimento di mansioni diverse da quelle proprie della carica sociale.

La Corte osserva, infatti, che l’attività di amministratore e quella di lavoro dipendente, anche quando avviene al livello più elevato dell’organizzazione e della direzione, rimangono su due piani giuridici differenti dal momento che:

– la prima è rivolta ad eseguire il contratto di società assicurando il funzionamento dell’organismo sociale;

– la seconda invece è rivolta alla concreta realizzazione dello scopo sociale, al suo raggiungimento operativo.

Tommaso Talluto

Avvocato – Studio EPICA – Treviso



Nuovo “DECRETO COVID”.

Uncategorised Posted on Thu, November 25, 2021 20:56:15

POST 212/2021

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali.

Il testo prevede una serie di misure di contenimento della “quarta ondata” della pandemia Sars-Cov2 in quattro ambiti:

  1. obbligo vaccinale e terza dose;
  2. estensione dell’obbligo vaccinale a nuove categorie; 
  3. istituzione del Green Pass rafforzato;
  4. rafforzamento dei controlli e campagne promozionali sulla vaccinazione.

Di seguito il comunicato stampa del Governo:

1. Obbligo vaccinale e terza dose

Il decreto legge prevede di estendere l’obbligo vaccinale alla terza dose a decorrere dal 15 dicembre prossimo e con esclusione della possibilità di essere adibiti a mansioni diverse.

2. Obbligo nuove categorie 

Inoltre il provvedimento stabilisce l’estensione dell’obbligo vaccinale a ulteriori categorie a decorrere dal 15 dicembre. 

Le nuove categorie coinvolte saranno:

  • personale amministrativo della sanità
  • docenti e personale amministrativo della scuola
  • militari
  • forze di polizia (compresa la polizia penitenziaria), personale del soccorso pubblico.

3. Green Pass

Il testo approvato oggi prevede che la durata di validità del Green Pass viene ridotta dagli attuali 12 a 9 mesi.

L’obbligo di Green Pass viene esteso a ulteriori settori: alberghi; spogliatoi per l’attività sportiva; servizi di trasporto ferroviario regionale e interregionale; servizi di trasporto pubblico locale.

A decorrere dal 6 dicembre 2021 viene introdotto il Green Pass rafforzato; vale solo per coloro che sono o vaccinati o guariti. Il nuovo Certificato verde serve per accedere ad attività che altrimenti sarebbero oggetto di restrizioni in zona gialla nei seguenti ambiti

  • Spettacoli
  • Spettatori di eventi sportivi
  • Ristorazione al chiuso
  • Feste e discoteche
  • Cerimonie pubbliche

In caso di passaggio in zona arancione, le restrizioni e le limitazioni non scattano, ma alle attività possono accedere i soli detentori del Green Pass rafforzato.

Dal 6 dicembre 2021 e fino al 15 gennaio 2022 è previsto che il Green Pass rafforzato per lo svolgimento delle attività, che altrimenti sarebbero oggetto di restrizioni in zona gialla, debba essere utilizzato anche in zona bianca.

Altre misure 

Sarà disposto un rafforzamento dei controlli da parte delle prefetture che devono prevedere un piano provinciale per l’effettuazione di costanti controlli entro 5 giorni dall’entrata in vigore del testo e sono obbligate a redigere una relazione settimanale da inviare al Ministero dell’interno.

Sarà potenziata la campagna di comunicazione in favore della vaccinazione.

Il Governo ha assunto e ha intenzione di assumere in via amministrativa altre decisioni:

  • è già consentita la terza dose dopo 5 mesi dalla seconda;
  • aprirà da subito la terza dose per gli under 40;
  • se autorizzate, potranno essere avviate campagne vaccinali per la fascia di età 5-12 anni.



Detrazioni super bonus: cosa succede se i lavori non sono terminati alla scadenza della agevolazione?

Uncategorised Posted on Thu, November 18, 2021 13:29:30

POST 211/2021

Dopo l’entrata in vigore delle disposizioni in tema di super bonus in ambito edilizio (super eco bonus e super sisma bonus), si è ampiamente dibattuto su quale fosse la disciplina da applicare nel caso in cui gli interventi non fossero realizzati e/o conclusi alla data di cessazione della agevolazione.

La Commissione Finanze della Camera nella giornata di ieri, 17 novembre, ha nuovamente chiarito, in coordinamento con l’Agenzia delle Entrate, che al contribuente spetta l’agevolazione fiscale anche se gli interventi sono terminati successivamente alla data di scadenza della agevolazione, ma ha precisato che gli interventi devono comunque poi essere obbligatoriamente completati e portati a termine.

La norma prevede esclusivamente un termine entro cui sostenere le spese in via agevolata, con la specifica previsione in caso di Sal del raggiungimento di almeno il 30 per cento dell’intervento complessivo, per l’ottenimento del beneficio fiscale del credito d’imposta, ma non prevede un termine entro il quale i lavori debbano essere ultimati ai fini del consolidamento del diritto alla detrazione (o dello sconto in fattura/cessione del credito).

Risulta però necessario che gli interventi siano effettivamente ultimati, anche se successivamente.

La ratio di quanto sopra affermato è del resto chiara: senza il completamento degli interventi non sarebbe possibile determinare la riduzione delle due classi energetiche, così come la riduzione del rischio sismico dell’edificio, che ricordiamo, sono requisiti fondamentali per accedere al super bonus.

Chiara Curti

Dottore Commercialista – Studio EPICA – Treviso



Cessione del credito e sconto in fattura: visto di conformità e controlli per tutte le detrazioni.

Uncategorised Posted on Thu, November 18, 2021 13:27:49

POST 210/2021

Lo scorso 10 novembre il Consiglio dei Ministri ha emesso il Decreto 157/2021 che modifica profondamente i controlli previsti in tema di super bonus e di detrazioni ordinarie nel settore edilizia. Al Decreto è subito seguito da un apposito Provvedimento attuativo dell’Agenzia delle Entrate che ha permesso l’immediata entrata in vigore delle nuove disposizioni, che risultano quindi applicabili da venerdì scorso, 12 novembre. 

Queste le principali novità introdotte dal decreto.

In caso di super bonus, il visto di conformità è ora sempre obbligatorio: viene richiesto nel caso di sconto in fattura e di cessione del credito, ed ora anche nel caso in cui il contribuente beneficia direttamente della detrazione nella propria dichiarazione dei redditi.

Il visto di conformità non è richiesto solo nel caso in cui il contribuente presenta direttamente la dichiarazione dei redditi all’agenzia delle entrate, ovvero tramite sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale, e utilizza la detrazione nella propria dichiarazione dei redditi.

In caso di detrazioni ordinarie, il visto di conformità viene ora reso obbligatorio per tutti i casi in cui il contribuente intende optare per la cessione del credito e per lo sconto in fattura. Nessun visto di conformità è invece previsto nel caso in cui il contribuente beneficia direttamente della detrazione d’imposta in dichiarazione.

Viene inoltre previsto che i tecnici abilitati devono ora asseverare la congruità delle spese sostenute ai sensi dell’art. 119 comma 13-bis del dl 34/2020 (quindi come nel caso di super bonus) anche in tutti i casi in cui il contribuente intenda cedere il credito o utilizzare lo sconto in fattura, anche in relazione alle detrazioni ordinarie.

Il Decreto stabilisce che la congruità delle spese sostenute dovrà ora essere asseverata, oltre che in base ai prezziari già previsti, anche in base ai valori massimi stabiliti, per talune categorie di beni, con Decreto del Ministero della transizione ecologica, che dovrà essere emanato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del Decreto 157/2021.

Viene inoltre precisato, caso per caso, il soggetto abilitato all’invio delle comunicazioni di cessione credito/sconto in fattura all’Agenzia delle Entrate.

Viene inoltre previsto che l’Agenzia delle Entrate, in caso di operazioni che presentano profili di rischio, può sospendere per trenta giorni l’efficacia delle comunicazioni di cessione del credito/sconto in fattura ed effettuare preventivamente i necessari controlli sulla correttezza delle operazioni eseguite.

Il Decreto ha inoltre stabilito che l’atto di recupero di eventuali crediti indebitamente utilizzati, scoperti a seguito di controlli eseguiti successivamente alla cessione/sconto in fattura, deve essere notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è avvenuta la violazione.

Il canale telematico dell’Agenzia delle Entrate per l’invio delle comunicazioni di cessione dei crediti e sconto in fattura, inizialmente prontamente bloccato per adeguare i software di compilazione e di controllo delle comunicazioni alle nuove disposizioni, è già stato aggiornato ed è di nuovo operativo.

Restano comunque necessari alcuni chiarimenti sulla decorrenza di alcune disposizioni, in particolare quelle relative alla asseverazione della congruità dei costi, e soprattutto, indicazioni su come gestire le operazioni in corso.

Chiara Curti

Dottore Commercialista – Studio EPICA – Treviso



Decreto FISCO-LAVORO: sanatoria per l’indebito utilizzo in compensazione dei crediti per ricerca e sviluppo.

Uncategorised Posted on Sat, November 13, 2021 12:21:40

POST 209/2021

Il Decreto Fisco Lavoro introduce all’articolo 5, commi da 7 a 12, la possibilità di effettuare un riversamento spontaneo senza interessi e sanzioni per i contribuenti che dovessero avere indebitamente utilizzato in compensazione, alla data del 22 ottobre 2021, il credito di imposta per ricerca e sviluppo maturato nei periodi di imposta successivi a quello in corso al 31.12.2014 e fino a quello in corso al 31.12.2019.

La procedura è riservata ai contribuenti che hanno realmente sostenuto spese per attività però non rientranti tra quelle di ricerca e sviluppo nell’accezione propria del termine previsto dalla normativa di riferimento.

Possono inoltre accedere alla procedura anche:

  1. i soggetti che, in relazione al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 hanno applicato il comma 1bis dell’articolo 3 del DL 23/12/2013 n. 145 che ha istituito il credito, in maniera non conforme a quanto precisato nella Legge di bilancio 2019 (norma di interpretazione autentica);
  2. i soggetti che abbiano commesso errori nella quantificazione e nell’individuazione delle spese ammissibili in violazione dei principi di pertinenza e congruità nonché nella determinazione della media storica di riferimento.

Restano esclusi dalla procedura in commento coloro i quali abbiano utilizzato in compensazione crediti per ricerca e sviluppo a seguito di:

  • condotte fraudolente;
  • fattispecie oggettivamente o soggettivamente simulate;
  • false rappresentazioni della realtà basate sull’utilizzo di documentazione falsa o di fatture per operazioni inesistenti;
  • mancanza della documentazione idonea a dimostrare il sostenimento delle spese ammissibili al credito di imposta.

I soggetti che intendono quindi usufruire della procedura di riversamento spontaneo dovranno, entro il prossimo 30 settembre 2022, fornire una apposita dichiarazione all’Agenzia delle Entrate. Detta dichiarazione dovrà essere formulata secondo quanto sarà previsto da un futuro provvedimento del Direttore della stessa Agenzia delle Entrate che sarà emanato entro il prossimo 31 maggio 2022.

Una volta richiesto l’accesso alla procedura affinché la stessa si concretizzi il contribuente interessato dovrà provvedere a versare in unica soluzione ovvero in tre rate l’importo indebitamente utilizzato.

La prima o unica rata dovrà essere versata entro il prossimo 16 dicembre 2022. Le successive due rate dovranno essere versate, maggiorate dell’interesse legale di riferimento, entro il 16 dicembre 2023 ed il 16 dicembre 2024.

Nell’effettuare i riversamenti la norma precisa che non ci si potrà avvalere della compensazione e la procedura si perfezionerà con l’integrale versamento di tutti gli importi dovuti (non è sufficiente versare la sola prima rata).

Il ritardato versamento di anche una sola delle rate infatti comporta:

  1. il mancato perfezionamento della procedura;
  2. l’iscrizione a ruolo degli importi residui;
  3. l’applicazione di una sanzione pari al 30% degli importi dovuti;
  4. interessi con decorrenza dal 17 dicembre 2022.

Il perfezionamento della procedura comporta anche la non punibilità ai fini penali, ex articolo 10 quater Dlgs 74/2000, dell’indebita compensazione.

In ultimo il comma 12 precisa che non possono accedere alla procedura i contribuenti raggiunti da un atto di recupero o altro atto impositivo, riguardante l’indebito utilizzo del credito di imposta, qualora tale atto sia già divenuto definitivo alla data del 22 ottobre 2021. Se invece alla predetta data tali atti non erano ancora definitivi il contribuente potrà accedere alla procedura versando l’importo del credito oggetto di recupero senza gli interessi e le sanzioni ma non potrà avvalersi del pagamento rateale (tutto in unica soluzione).

Alberto Simonetti

Dottore Commercialista – Studio EPICA – Treviso e Udine



Contributo a fondo perduto per le nuove iniziative economiche “Start – Up” – modalità operative per la richiesta.

Uncategorised Posted on Fri, November 12, 2021 14:12:33

POST 208/2021

Recentemente è avvenuta la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto Mef che contiene le disposizioni attuative per il riconoscimento di un contributo a fondo perduto, dell’importo massimo di 1000 euro a favore dei soggetti titolari di reddito di impresa, residenti o stabiliti in Italia, che hanno aperto la partita iva nel corso del 2018, ma con attività effettivamente iniziata, come risultante dal Registro Imprese, nel 2019, che non hanno potuto usufruire del contributo previsto dall’art. 1 del decreto Sostegni, in quanto l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi 2020 non è risultato inferiore di almeno il 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi 2019. Tale contributo a fondo perduto, viene, pertanto riconosciuto alle nuove iniziative economiche “start – up” costituite nel 2018 ed effettivamente operative dal 2019, rimaste fuori dall’agevolazione del decreto Sostegni.

Con provvedimento 305784/2021, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che a partire dal 9 novembre 2021 fino al 9 dicembre 2021, il richiedente in via diretta o per il tramite di un intermediario, può predisporre e trasmettere telematicamente l’istanza di richiesta del fondo perduto, utilizzando il servizio web disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione “Fatture e Corrispettivi”.

Il soggetto richiedente può scegliere se ottenere il contributo come accredito sul conto corrente bancario o postale a lui intestato o come credito di imposta da utilizzare in compensazione con il modello F24; l’importo massimo erogabile di 1000 euro, potrà essere riconosciuto in misura inferiore, sulla base del rapporto tra il limite di spesa stabilito per norma e l’ammontare complessivo dei contributi relativi alle istanze raccolte.

Il fondo perduto è concesso anche agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi riconosciuti civilisticamente, riguardo l’attività commerciale svolta, mentre non spetta ai soggetti che hanno conseguito ricavi nel 2019 maggiori di 10 milioni di euro, agli enti pubblici e agli intermediari e società di partecipazione.

L’erogazione del contributo è subordinata all’autorizzazione della Commissione Europea della quale verrà data comunicazione sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

Federica Salvagno

Dottore Commercialista – Studio EPICA – Treviso e Chioggia



“Super – Ace”

Uncategorised Posted on Wed, November 10, 2021 11:30:58

POST 207/2021

L’articolo 19 D.L. 73/2021 (c.d. “Decreto Sostegni bis”) ha introdotto la c.d. “super-Ace” per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2020 ossia esercizio 2021 per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare.

La disciplina risulta essere stata mutuata in larga parte dalle previsioni in materia di Ace ma se ne differenzia per le seguenti peculiarità:

  • la super-Ace è calcolata sulla base di un coefficiente di remunerazione del 15% invece del 1,3%;
  • assumono rilievo esclusivamente le variazioni in aumento del capitale proprio rispetto a quello esistente alla chiusura del periodo d’imposta precedente, nel limite di 5 milioni di euro (l’eccedenza è agevolata con l’Ace ordinaria);
  • gli incrementi del capitale proprio verificatisi nel 2021 rilevano a prescindere dall’ammontare del patrimonio netto al 31.12.2021 (l’agevolazione spetta quindi anche in presenza di un patrimonio netto negativo);
  • i conferimenti in denaro dei soci e le rinunce ai crediti confluiscono nella base di calcolo dell’agevolazione per il loro intero importo, indipendentemente dal periodo in cui si verificano (non è quindi richiesto il ragguaglio ad anno);
  • l’agevolazione può essere fruita non solo come deduzione dalla base imponibile (secondo l’ordinario meccanismo previsto per l’Ace) ma anche sottoforma di credito d’imposta.

E’ previsto un meccanismo di recupero parziale o totale dell’agevolazione “super-Ace” 2021 nel caso in cui nei due esercizi successivi (2022 e 2023) non venga mantenuta la variazione in aumento da cui è derivato il diritto a beneficiare della super ACE 2021, restano escluse le riduzioni derivanti da perdite di bilancio.

Per effetto della “super-Ace” le società di capitali potranno beneficiare di un risparmio d’imposta pari al 3,6% sui seguenti importi:

  • utile 2020 destinato a riserva;
  • versamenti soci effettuati dal 01 gennaio al 31 dicembre 2021;
  • rinunce a crediti da parte dei soci operate dal 01 gennaio al 31 dicembre 2021.

Si precisa che non rilevano gli accantonamenti a riserve di utili non disponibili e quelle che per disposizione di legge non sono distribuibili e/o non sono utilizzabili per aumenti di capitale sociale né a copertura di perdite.

Per i soggetti Irpef il beneficio varia in base alle aliquote Irpef del beneficiario.

Per poter usufruire di tale agevolazione sotto forma di credito d’imposta è necessario:

  • effettuare una comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate che può essere inviata dal 20 novembre 2021 fino alla scadenza del termine ordinario per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2020 (scadenza attualmente fissata al 30 novembre 2021);
  • entro 5 giorni dall’invio della comunicazione (che può riguardare uno o più incrementi di capitale proprio) l’Agenzia delle entrate rilascia una prima ricevuta che ne attesta la presa in carico, oppure lo scarto;
  • per poter utilizzare il credito d’imposta è necessario attendere il riconoscimento da parte dell’Agenzia delle entrate (riconoscimento che può avvenire entro trenta giorni dalla data di presentazione della Comunicazione).

Solo da questo momento in poi il credito d’imposta può essere compensato in F24, richiesto a rimborso nella dichiarazione dei redditi oppure ceduto.

Laura Barbieri

Dottore Commercialista – Studio EPICA – Treviso



Bando investimenti manifattura servizi – Regione Veneto.

Uncategorised Posted on Tue, November 09, 2021 14:46:55

POST 206/2021

La regione Veneto ha approvato il nuovo bando per l’erogazione di contributi finalizzati al riposizionamento competitivo delle PMI, al sostegno agli investimenti e alla promozione della digitalizzazione e dei modelli di economia circolare.

Sono stati messi a disposizione 33 milioni e mezzo di euro per sostenere le PMI del settore manifatturiero e dei servizi, affinché ritornino ad un riposizionamento competitivo rispetto ai mercati.

È previsto un contributo a fondo perduto pari al 30% fino ad un massimo di 150.000 euro per l’acquisti sino a febbraio 2024 di:

• macchinari, impianti produttivi, attrezzature tecnologiche e strumenti tecnologici innovativi in grado di aumentare il tempo di vita dei prodotti e di efficientare il ciclo produttivo

• macchine/sistemi e software 4.0

• programmi informatici e tecnologie per l’ingegnerizzazione di software/hardware e prodotti

• spese per il rilascio, da parte di organismi accreditati da Accredia o da corrispondenti soggetti esteri per la specifica norma da certificare, delle certificazioni UNI EN ISO 14001:2015, UNI CEI EN ISO 50001:2018, “ReMade in Italy”, “Plastica Seconda Vita”, “FSC Catena di Custodia”, “Greenguard” e della registrazione EMAS (Regolamento CE n. 1221/2009)

In questo momento, caratterizzato dalla ripresa economica post Covid-19, lo scopo è non solo quello di valorizzare e sostenere quei progetti di investimento in tecnologie dell’Industria 4.0 che favoriscano la creazione e lo sviluppo di economie circolari, ma anche quello di promuovere la crescita e la competitività delle aziende venete, che rappresentano quasi il 99% dell’intero tessuto produttivo.

Il bando, in particolare, promuove la trasformazione in chiave 4.0 delle imprese, perché la digitalizzazione del sistema produttivo rappresenta, insieme alla sfida della sostenibilità ambientale, il più importante fattore di crescita delle imprese per i prossimi decenni ed è anche uno degli obiettivi di politica industriale del PNRR, con la proposta del Piano Transizione 4.0.

Potranno essere presentate le domande di partecipazione a partire dalle ore 10 del 25 novembre e fino alle ore 12 del 9 febbraio 2022, salvo esaurimento fondi.

A cura di Villani & Partner



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