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BLOG INFORMATIVO DELLO STUDIO EPICA

Aggiornamenti e notizie in materia aziendale, fiscale, contrattuale e societaria

Legge di bilancio 2026: buoni pasto elettronici detassati fino a 10 euro

Uncategorised Posted on Tue, January 20, 2026 09:13:34

POST 30/2026

Buoni pasto elettronici agevolati fino a 10 euro dal 1° gennaio 2026. La legge di Bilancio 2026 eleva da 8 a 10 euro il limite giornaliero del valore non imponibile dei buoni digitali – ossia delle prestazioni sostitutive del vitto rese in forma elettronica – che i datori di lavoro corrispondono ai propri dipendenti, mentre lascia invariata la soglia di 4 euro per quelli cartacei (articolo 1, comma 14, della legge 199/2025, in modifica dell’articolo 51, comma 2, lettera c, del Tuir).

I buoni pasto elettronici vengono caricati su supporto elettronico (card o virtualmente su app) e riportano il valore facciale e il termine temporale di utilizzo. I buoni nel carnet non possono essere utilizzati cumulativamente oltre il numero di otto (articolo 4, lettera d, comma 1, del Dm 122 del 7 giugno 2017), tuttavia ai fini fiscali tale divieto non incide sui limiti di esenzione dal reddito di lavoro dipendente, che restano quelli fissati dall’articolo 51 del Tuir (10 euro e 4 euro); di conseguenza il datore di lavoro non è tenuto alla verifica del numero di buoni utilizzati in contemporanea (Principio di diritto Entrate n. 6 del 12 febbraio 2019).

La disciplina di favore, inoltre, è applicabile anche per i lavoratori part time, nonché per i giorni di lavoro in smart working (risposta a interpello 123/2021). L’Agenzia richiede, quale requisito necessario, che i buoni pasto siano destinati alla generalità dei dipendenti.

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Legge di bilancio 2026: detassazione maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo e a turni

Uncategorised Posted on Tue, January 20, 2026 09:12:05

POST 29/2026

Con la Legge di Bilancio 2026 viene previsto al comma 10, per il 2026, che siano assoggettate all’ imposta sostitutiva del 15%, salvo espressa rinuncia scritta ed entro il limite annuo di euro 1.500, le somme corrisposte ai lavoratori dipendenti a titolo di:

  • maggiorazioni e indennità per lavoro notturno ai sensi del comma 2, articolo 1, D.Lgs. n. 66/2023 e dei CCNL;
  • maggiorazioni e indennità per lavoro prestato nei giorni festivi e nei giorni di riposo settimanale, come individuati dai CCNL;
  • indennità di turno e ulteriori emolumenti connessi al lavoro a turni, previsti dai CCNL.

Non rientrano nell’ambito di applicazione dell’imposta sostitutiva i compensi che sostituiscono in tutto o in parte la retribuzione ordinaria, ancorchè denominati come maggiorazioni o indennità.

La disposizione è applicabile dai sostituti d’imposta del settore privato a favore dei soggetti con reddito di lavoro dipendente non superiore, nel 2025, a 40.000 euro (il reddito è da attestare per iscritto da parte del lavoratore qualora il sostituto che applica l’imposta sostitutiva non è lo stesso che ha rilasciato la CU dei redditi per l’anno precedente).

Viene inoltre precisato che:

  • ai fini del predetto limite di €. 1500 non concorrono i premi di risultato e le somme erogate a titolo di partecipazioni agli utili dell’impresa detassati;
  • restano ferme le ordinarie regole contributive in materia previdenziale e assistenziale, salvo quanto diversamente previsto dai CCNL e dalla normativa vigente.

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Legge di bilancio 2026: premi di produttività e riduzione temporanea IRPEF sui dividendi di azioni

Uncategorised Posted on Tue, January 20, 2026 09:10:28

POST 28/2026

L’articolo 1, comma 9 e 13 della legge 199/2025 (Bilancio 2026) introduce una misura sul fronte della fiscalità del lavoro, intervenendo sul regime dei premi di produttività e delle somme erogate a titolo di partecipazione agli utili d’impresa. In particolare, la norma prevede che per gli anni 2026 e 2027 l’imposta sostitutiva già prevista dall’articolo 1, comma 182, della legge 208/2015 sia applicata con un’aliquota ulteriormente ridotta, pari all’1%, entro il limite complessivo di 5mila euro di premi annui.

La disposizione si inserisce nel solco delle politiche di incentivazione della produttività aziendale, puntando a rafforzare il legame tra risultati economici dell’impresa e retribuzione dei lavoratori. La riduzione drastica dell’aliquota rispetto al regime ordinario del 5% rende, infatti, lo strumento dei premi di risultato particolarmente conveniente.

Restano ferme le condizioni rigide e sostanziali previste dalla normativa di riferimento: i premi devono essere collegati a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione, definiti attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali nel rispetto delle regole stabilite dal Dm 25 marzo 2016.

Il beneficio fiscale opera entro il tetto massimo di 5mila euro complessivi, superato il quale le somme eccedenti tornano a essere assoggettate al regime ordinario.

I benefici in esame trovano applicazione per il settore privato e con riferimento ai titolari di reddito di lavoro dipendente di importo non superiore a 80mila euro calcolato nell’anno precedente a quello di percezione dei premi o degli utili.

Al contrario le imprese potrebbero riconsiderare lo strumento della partecipazione agli utili netti, in luogo in tutto o in parte dei premi di risultato, quale elemento incentivante per i lavoratori poiché sottratto al vincolante requisito della incrementalità, così come stabilito dall’articolo 3 del Dm 25 marzo 2016.

Infine, il comma 13 della legge 199/2025 ha esteso al 2026 le disposizioni di cui all’articolo 6, comma 1, terzo periodo, della legge 76/2025. Vale a dire che i dividendi corrisposti ai lavoratori e derivanti dalle azioni attribuite in sostituzione di premi di risultato per un importo non superiore a 1.500 euro annui, sono esenti dalle imposte sui redditi per il 50% del loro ammontare.

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Legge di bilancio 2026: detassazione aumenti contrattuali

Uncategorised Posted on Tue, January 20, 2026 09:08:51

POST 27/2026

Il comma 7 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2026, con il dichiarato intento di favorire l’adeguamento salariale al costo della vita e stimolare la produttività nel mondo del lavoro, introduce una misura fiscale che prevede la detassazione degli incrementi retributivi legati ai rinnovi dei contratti collettivi.

Nello specifico, la formulazione utilizzata dal Legislatore dispone che:

  • limitatamente all’anno 2026,
  • gli aumenti retributivi corrisposti ai lavoratori dipendenti del settore privato,
  • in conseguenza di rinnovi contrattuali sottoscritti negli anni 20242025 e 2026,
  • siano assoggettati ad imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali regionali e comunali, nella misura del 5%,
  • a condizione che il lavoratore sia titolare di un reddito da lavoro dipendente, nell’ anno 2025, di importo non superiore a 33.000 euro.

Il lavoratore ha la facoltà di rinunciare, con atto scritto, al regime di tassazione sostitutiva, con la

conseguente applicazione delle ordinarie aliquote IRPEF anche sugli importi derivanti dagli aumenti contrattuali.

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