POST 5/2026

I lavori parlamentari per la Legge di Bilancio del 2026 si sono conclusi, e in materia di locazioni brevi è stato recepito sic et simpliciter quanto previsto nell’ultimo emendamento al disegno di legge.

Il fenomeno delle locazioni brevi è relativamente recente, ed è stato regolamentato sul piano fiscale nel 2017 dal Decreto Legge n. 50 e da successivi interventi normativi che hanno introdotto ulteriori integrazioni o modifiche. Fra questi vi è la Legge n. 178 del 30 dicembre 2020 (Legge di Bilancio 2021), ed è proprio sull’art. 1 di questo testo normativo che interviene la Legge di Bilancio 2026.

Per la locazione breve in forma imprenditoriale scende a due il numero di appartamenti rispetto ai quattro previsti dalla disciplina previgente.

Resta possibile l’opzione per la cedolare secca in luogo della tassazione ordinaria IRPEF.

Sul primo immobile, a scelta del contribuente, potrà essere applicata l’aliquota del 21% e sul secondo immobile l’aliquota del 26%.

Dal terzo immobile in poi scatta automaticamente una presunzione di esercizio in forma imprenditoriale dell’attività. Chi ha almeno tre immobili in locazione breve e vuole proseguire con questa configurazione, quindi, dal 1° gennaio 2026 dovrà necessariamente dotarsi di una partita IVA in quanto i proventi di tutti gli immobili destinati a questo tipo di locazioni seguiranno le regole fiscali del reddito d’impresa.

I limiti indicati valgono anche per chi concede in locazione breve immobili di cui non è proprietario (ad esempio sublocatore o comodatario).

La soluzione migliore da adottare dipenderà dalla situazione soggettiva di ciascun contribuente a seguito di adeguati approfondimenti.

Simone Colapietra

Studio EPICA – Treviso