POST 98/2025

L’articolo 94 del Disegno di Legge di Bilancio 2026 annuncia la possibile riproposizione dell’agevolazione alle imprese dell’iperammortamento, ovvero di una maggiorazione del costo fiscale dei beni strumentali, strumento che era stato già utilizzato fino al 2019 e che poi aveva lasciato il posto ai crediti d’imposta introdotti nei piani Credito d’imposta Industria 4.0 e Transizione 5.0.

In sostanza si prevederebbe che, per i soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti in beni strumentali materiali e immateriali, rientranti negli allegati A e B della L.232/2016, ovvero i cosiddetti beni 4.0, il costo di acquisizione sarà maggiorato, ai fini delle imposte sul reddito, secondo i seguenti scaglioni:

  • 180% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
  • 50% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro.

Verrebbe, inoltre, prevista una misura dell’agevolazione superiore nel caso di investimenti finalizzati alla transizione ecologica, che comportino una riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dell’investimento non inferiore al 5%, o del 3% dell’intera struttura produttiva. L’agevolazione per gli investimenti con anche queste caratteristiche sarebbe la seguente:

  • 220% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 140% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
  • 90% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro.

La riduzione dei consumi energetici si riterrebbe conseguita nei casi di:

  • investimenti in beni di cui all’allegato A alla L. 232/2016, effettuati in sostituzione di beni materiali aventi caratteristiche tecnologiche analoghe e interamente ammortizzati da almeno 24 mesi alla data di presentazione della comunicazione di accesso al beneficio;
  • progetti di innovazione realizzati per il tramite di una ESCo in presenza di un contratto di EPC nel quale sia espressamente previsto l’impegno a conseguire il raggiungimento della suddetta riduzione dei consumi energetici.

Al momento la bozza di norma prevederebbe un arco temporale ridotto per l’effettuazione degli investimenti, a partire dal 01 gennaio 2026 e fino al 31 dicembre 2026, con la possibilità di arrivare fino al 30 giugno 2027, a condizione che entro il 31 dicembre 2026 il relativo ordine sia stato accettato e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

A differenza di quanto previsto dalla precedente normativa sull’Iper-ammortamento, sarebbe stato introdotto, sulla scia dei più recenti crediti d’imposta Industria 4.0 e Transizione 5.0, l’obbligo di presentazione in via telematica di apposite comunicazioni e certificazioni sulla piattaforma sviluppata dal GSE, al fine di poter utilizzare tale agevolazione.

Si segnala, infine, che la nuova agevolazione verrebbe riconosciuta anche per gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo anche a distanza, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta.

Davide Destri

Studio EPICA – Venezia